Forma Simbolo Fisionomia

452
0
Condividi:

L’emergere della fisionomia come manifestazione simbolica dell’essere nei vari livelli della realtà

Un percorso di pensiero, di osservazione e di esercizio artistico condotto da Emilio Ferrario e Stefano Bernardelli

29-30 settembre 2018 – Agriturismo La Razza, Reggio Emilia

Morfologia. Si basa sulla convinzione che tutto ciò che è deve anche dare cenno di sé e mostrarsi. Un principio, questo, che consideriamo valido dai primi elementi fisici e chimici fino alle manifestazioni spirituali dell’uomo. Ci occupiamo subito di ciò che ha forma. L’inorganico, il vegetativo, l’animale e l’umano, tutto ciò si annuncia e appare per ciò che è ai nostri sensi esterni ed interni.

(J.W. Goethe, frammento del 1807 per i Quaderni di morfologia).

Alla base della visione goethiana della natura e del mondo sta la distinzione, e quindi la necessità di ristabilire un nesso, tra le “dimensioni” dell’essere e della manifestazione.

La morfologia, la scienza “nuova” fondata da Goethe, è da intendersi come una disciplina rigorosa che chiama in causa le facoltà razionali e intuitive più elevate della coscienza umana. Essa si propone programmaticamente di risalire all’essere che si manifesta nello scenario sensibile. E il punto focale dell’indagine morfologica goethiana è la simbolicità che le forme della manifestazione (sensi “esterni”) esprimono in relazione ai loro principi essenziali (sensi “interni”).

In estrema sintesi, tali principi essenziali, o contenuti ideali, si manifestano simbolicamente nella forma normativa del “fenomeno originario”, e poi via via nella fisionomia generale del “tipo o archetipo vegetale”, nella fisionomia di specie del “tipo organico animale”, e infine nella fisionomia individuale dell’essere umano.

Il seminario propone un percorso teorico (con esposizioni, osservazioni di immagini e discussioni) e artistico (mediante esercizio di pittura) attraverso la simbolicità degli oggetti e dei processi nei vari ambiti del mondo sensibile, sulla base delle indicazioni della morfologia goethiana e dell’epistemologia di R. Steiner, che esorta all’impiego di qualità di pensiero (e di intuizione) idonee e specifiche per ogni differente livello della realtà.

Questo lavoro seminariale, seppure autonomamente concepito, si propone in primo luogo di stabilire un nesso con i seminari già svolti nei due anni precedenti, nella direzione di promuovere l’intuizione dell’elemento ideale nella percezione sensibile e l’esercizio della fantasia esatta. Al contempo potrà costituire la prima tappa di un’indagine sulla simbolicità delle forme intese come “proprietà emergenti” nella struttura gerarchica del mondo reale.

Bibliografia consigliata

  • J.W. Goethe, Gli scritti scientifici – Morfologia III: Per una scienza del vivente, Il Capitello del Sole, Bologna 2009 (in particolare la sezione: Per una morfologia come nuova scienza).
  • R. Steiner, Introduzione agli scritti scientifici di Goethe (GA1), Editrice antroposofica, Milano 2009 (con particolare riferimento al capitolo XVI: Goethe pensatore e scienziato)
  • R. Steiner, Linee fondamentali di una gnoseologia di una concezione goethiana del mondo (GA2), Editrice antroposofica, Milano 2014
  • R. Steiner, L’essenza dei colori (GA291), Editrice antroposofica, Milano 2013 (III conferenza, 8 maggio 1921)


Per informazioni pernottamento e iscrizioni workshop (entro il 15 settembre): 347 1624388 (ore serali)


Profili dei relatori

Emilio Ferrario
Vive e lavora a Milano. Ingegnere, si occupa da anni dei temi connessi all’opera scientifico-naturale di J.W. Goethe e al successivo “goetheanismo” di Rudolf Steiner. Ha curato l’edizione italiana degli “Scritti scientifici” di Goethe (Morfologia – 3 voll.). È stato co-fondatore e per anni Presidente dell’Associazione Scienza Goethiana, con sede a Milano. È attivo soprattutto in ambito goetheanistico con scritti, conferenze e seminari di filosofia della natura, teoria della conoscenza e matematica.

Stefano Bernardelli
Consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte di Mantova e in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Successivamente, alla Frei Malschule di Bolzano, approfondisce la sua esperienza pittorica sul “metodo” di Beppe Assenza. Dal 2003 fonda la scuola “La GiocOnda”, un laboratorio di pittura sulla processualità del colore fondata su principi goethiani, una ricerca creativa sugli archetipi della forma e del colore come “causa intuitiva” dell’Idea.

Condividi: