Gli asili Steiner-Waldorf e la Natura

Condividi:

È nel ritmo che il bambino può crescere sano ed in armonia con ciò che lo circonda,
è nel ritmo che educhiamo alla libertà.

Rudolf Steiner

Nel 1919, quando a Stoccarda Rudolf Steiner fece partire la prima scuola Waldorf, non aveva potuto accogliere, per motivi strettamente economici e burocratici, bambini in età prescolare. Un paio di anni dopo, in occasione di un ciclo di conferenze che tenne a Dornach, pubblicate con il titolo Il sano sviluppo dell’essere umano, ebbe ad esprimere il suo desiderio che le realtà Waldorf in futuro potessero gestire anche giardini d’infanzia accogliendo bambini più piccoli.

Dagli impulsi pedagogici ed antropologici da lui dati in occasione dei diversi cicli di conferenze che tenne sia a formazione del personale docente delle scuole Waldorf che a divulgazione della neonata realtà educativa, andò a delinearsi un corretto approccio al bambino piccolo alla luce della pedagogia Steineriana. La maestra Elisabeth Grunelius, alcuni anni dopo, accogliendo quegli impulsi, fondò il primo asilo Waldorf a Stoccarda.

Per comprendere la pedagogia Steiner-Waldorf occorre avvicinarsi alla concezione generale dell’uomo e del mondo che Rudolf Steiner sviluppò nella sua lunga opera di scrittore e conferenziere. La sua opera è nota come “Antroposofia” ovvero conoscenza dell’uomo.

Nell’ Antroposofia il corpo fisico dell’uomo, percepibile ai sensi, ciò che dell’uomo possiamo vedere, toccare, pesare, è la manifestazione sensibile di una realtà molto più complessa. A questa realtà appartengono elementi non percepibili ai sensi ordinari ma che possiamo riscontrare su un piano psicologico e spirituale. Come di un iceberg riusciamo a vedere soltanto la parte emersa e non quella, ben più grande, che vive sotto l’acqua, così nell’uomo vi è una parte, non percepibile ai sensi ma reale, in grado di crescere e di evolvere. La pedagogia Steiner-Waldorf vuole prendersi cura del bambino nella sua interezza sia sul piano fisico che psicologico che spirituale.

Ai primi sette anni di vita dell’uomo è riservato il compito più delicato rispetto a tutto il resto della vita. Il bambino piccolo, attraverso le forze vitali che compenetrano il suo corpo fisico, scolpisce la sua corporeità, ne fa il suo vestito entro il quale fare crescere nuove consapevolezze che lo aspettano nei settenni successivi. Le forze vitali che compenetrano il corpo fisico sono le forze che l’uomo condivide con tutto il vivente, dove c’è vita ci sono forze vitali attive che permettono questa vita, sia nell’uomo che nel regno animale che in quello vegetale.

Per un sano sviluppo dell’essere umano è importante che i genitori e gli educatori diventino dei buoni gestori di queste forze vitali. Si possono gestire in modo sano queste forze principalmente grazie al ritmo che riusciamo a portare nella vita del bambino. Il bambino più è piccolo e più ha bisogno di un buon ritmo. Il ritmo non è una routine ma è un respiro che ha a che fare con il vivente, con la natura.

Curare il ritmo dell’anno con i bambini in asilo significa mettersi in sintonia con ciò che vive nella natura. È il nostro piano di studi che si rinnova ogni anno. A settembre, quando inizia l’anno scolastico, siamo subito affaccendati a sgranare pannocchie e fiori di girasole per raccogliere semini che porteremo agli uccellini durante la festa di San Martino che faremo in un piccolo bosco all’interno di un parco della città. Sgraniamo le spighe di grano per raccogliere chicchi e macinarli a pietra in asilo, ricavandone così farina per preparare pane e biscotti. Raccogliamo frutta per fare delle marmellate. Noci e nocciole per preparare buone merende. A fine estate la natura ci offre generosa i suoi frutti ricchi di sole e noi facciamo entrare i bambini entro processi di trasformazione che li aiutano a sostenere in modo sano ed armonioso i processi di trasformazione che lui sta gestendo, a sua insaputa, nella sua corporeità. Quando le giornate diventano più corte e la luce comincia ad affievolirsi noi costruiamo con i bambini lanterne e facciamo candele con la cera per portare una luce che viene dal lavoro dell’uomo. Questi gesti sono ricchi di significati simbolici che non vengono però condivisi con i bambini, i bambini vivono le esperienze, restano nel fare, nell’attività. Nel tardo inverno iniziamo a seminare in vasi e ciotole in asilo e quando arriva la primavera riprendiamo a lavorare giardino ed orto a travasare piantine ed a curarle fino a raccoglierne i primi frutti.

I bambini escono in giardino durante tutto l’anno, anche nelle giornate più rigide dell’inverno. In asilo teniamo degli stivaletti per poterli fare uscire con ogni stagione. Scavare, trasportare terra e sassi, giocare con la sabbia, fare pappe con le foglie è un gioco senza posa che rende il giardino una risorsa inesauribile di stimoli e di opportunità di entrare in contatto diretto con tutti gli elementi della natura. Se le condizioni ambientali intorno all’asilo lo consentono, le maestre amano organizzare anche passeggiate nel verde.

Tra gli arredi dell’asilo ha una sua speciale collocazione l’angolo della natura. Si tratta di un tavolo collocato in un angolo dell’asilo su cui lo scorrere dell’anno vive attraverso cristalli, piante, teli di seta e decori in pannolenci e lana cardata che stanno a caratterizzare il momento dell’anno in cui ci troviamo.  A fine estate il tavolo viene colorato con teli di stoffa in colori caldi quali il rosso ed il giallo, sul tavolo arrivano inoltre pannocchie, melograni ed altri frutti portati anche dai bambini. In inverno scende sul tavolo un candido telo di seta bianca a rappresentare la neve il tutto viene arricchito con fiori bucaneve in pannolenci insieme a vasi con bulbi di giacinto e viole. Così via fino al ritorno dell’estate quando l’asilo viene chiuso per le vacanze e lasciamo sull’angolo della natura mazzi di spighe di grano e lavanda. Di nuovo ci troviamo di fronte ad una scelta pedagogica che vede nel ritmo dello scorrere dell’anno le forze di cui il bambino ha bisogno per armonizzarsi con il suo ambiente e diventarne di anno in anno sempre più consapevole.

Il ritmo curato in asilo è anche quello mensile, quello che si muove con il ritmo della luna, delle 4 settimane. Con questo ritmo modifichiamo i girotondi che portiamo ai bambini, i racconti, le filastrocche, i giochi con le dita ed anche le attività guidate legate a realizzare dei manufatti che per lo più i bambini si portano a casa. Anche il ritmo della settimana è molto importante. Il menu preparato dalle cuoche dell’asilo, per esempio, segue un preciso ritmo legato ai cereali. Ogni settimana i bambini possono nutrirsi con 5 diversi cereali ricevendone tutti i diversi e ricchi apporti nutrizionali.  Il cibo cucinato è tutto biologico e biodinamico. Anche questa una scelta nel rispetto dell’ambiente. Nutrirsi con cibo sano rispettando e nutrendo anche la natura che grazie alle sue forze ed al lavoro dell’uomo generosamente ci dona. Nel ritmo della settimana vengono portate anche 5 diverse attività guidate, al lunedì sempre la panificazione, al martedì sempre la pittura, al mercoledì sempre l’euritmia, arte attraverso la quale la parola si fa movimento, al giovedì manipolazione della cera naturale ed al venerdì disegno o telaio per i bimbi più grandi.  Ogni asilo steineriano sceglie come gestire questi ritmi portando le diverse attività in momenti diversi della settimana. Le scelte di cui vi sto scrivendo sono quelle relative alla realtà degli asili steineriani di Reggio Emilia.

Attraverso la vita in asilo, così incentrata su un rapporto privilegiato con la natura, i bambini sviluppano un grande amore verso gli elementi fin da piccoli.  In verità i bambini amano in modo molto naturale giocare con la terra, entrare nelle pozze, rotolarsi sull’erba, giocare con l’acqua, con la sabbia, scavare e correre. Spesso siamo noi adulti che fatichiamo a lasciarli liberi in questo movimento. Quello che i bambini sviluppano negli asili Waldorf è il considerare una pigna un oggetto prezioso da portare alla maestra per l’angolo della natura, una conchiglia, un sasso particolarmente levigato o colorato, un legnetto, un riccio di castagna. Tutto diventa un tesoro. La natura è un tesoro.

Spesso i genitori facendo questa esperienza con i loro bambini iniziano a curare un angolo della natura anche a casa. Il mondo diventa l’emporio più ricco che ci sia. Ogni passeggiata è il pretesto per raccogliere tesori. Il bambino sperimenta una continuità tra ciò che è curato in asilo ed a casa che lo aiuta ulteriormente nel suo processo di armonizzazione. I genitori si responsabilizzano sull’importanza di far fare ai loro bambini delle esperienze reali e non virtuali.  Gli animali incontrati in una fattoria sono ricchi non solo di suoni ma anche di odori, di calore, di esperienze viventi. Nulla a che fare con la fattoria incontrata attraverso un tablet.

Steiner ci insegna che come educatori, per educatori intende sia maestri che genitori, per essere degni di stare con dei bambini, soprattutto i più piccoli, dobbiamo prima di tutto imparare ad auto-educarci. Non è possibile insegnare ad un bambino a rispettare la natura se non ne facciamo prima di tutto una scelta individuale.

Il rapporto con la natura diventa per noi una importantissima opportunità per fare cultura. Cultura all’ambiente, all’amore, al rispetto, alla consapevolezza e tante altre esperienze che arricchiscono il mondo dell’infanzia e gli riempiono lo “zaino” con cui affrontare l’esperienza della scuola dell’obbligo e di tutta la vita.

Condividi: