La natura e l’ambiente nel piano di studi Steiner-Waldorf

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“Con l’intelletto la Natura si limita a venire compresa; con la sensibilità artistica essa viene vissuta”.

Questa affermazione di Rudolf Steiner indica in modo molto chiaro il rapporto che si intende coltivare con la natura e l’ambiente della scuola Waldorf: un rapporto vivente che permetterà ai bambini del secondo settennio (7-14 anni) – uomini e donne del futuro – di nutrire sentimenti reali, attivi, che porteranno ad un senso di responsabilità in quanto esseri umani nei confronti della natura.

Il mezzo privilegiato è l’insegnamento artistico, non inteso come aggiunta di materie specifiche quali la musica, le arti figurative, la recitazione (che pure hanno una parte fondamentale del Piano di Studi), ma insito nel modo stesso di presentare le varie discipline ed in particolare il mondo naturale nelle sue molteplici e diverse sfaccettature. Tenendo conto della particolare qualità del pensare acquisita dal bambino in ogni fase della sua crescita, l’insegnante lavora con immagini, rintraccia i fili che collegano gli elementi dei regni di natura – aria, acqua, terra, fuoco, minerali, pianti, animali – tra di loro e all’uomo stesso. Ciò significa ritrovare ciò che gli elementi e gli esseri sono ed esprimono prima di venir catalogati, definiti, analizzati.

Uno dei principi fondanti della pedagogia Waldorf è proprio quello di consentire ai bambini di sperimentare prima ciò che verrà più avanti studiato in modo sistematico. In questa direzione, gli ambienti scolastici stessi ed i materiali didattici assumono un carattere educativo e formativo. I banchi, costruiti in legno massello dai genitori e trattati con cera naturale, che giorno dopo giorno il bambino tocca e usa, diventano uno strumento di sviluppo sensorio. “L’angolo della Natura” che si trova in ogni aula, preparato dall’insegnante in armonia con la stagione, diventa immagine, simbolo e collegamento con l’ambiente ed i ritmi naturali. I materiali didattici utilizzati nel lavoro quotidiano sui quaderni: mattoncini colorati e pastelli di cera d’api, matite ed acquerelli a base di pigmenti naturali, cera d’api e creta per il modellaggio stimolano il tatto, l’olfatto e la vista con calore e vitalità, affinando le capacità sensoriali. Nel Lavoro Manuale e nella Falegnameria, gli alunni hanno l’opportunità di lavorare con le proprie mani per creare oggetti che non sono mai fine a se stessi, ma che hanno sempre uno scopo pratico oltre che estetico. Vengono utilizzati materiali naturali scelti come la lana, il cotone, il cuoio, il legno, i metalli, ecc. Gli alunni sperimentano così le diverse qualità dei materiali, imparando a conoscerne le proprietà tattili, visive ed olfattive, a conoscerne l’origine ed i processi produttivi. Il lavoro pratico risveglia il rispetto per il materiale e per le sue origini.

Alcune abitudini della vita scolastica portano a creare un rapporto comprensivo e vivente con la natura: gli alunni hanno a scuola stivaletti e mantellina per poter uscire all’aperto con qualsiasi condizione atmosferica, sperimentando così tutte le situazioni climatiche: caldo, freddo, umido, vento, neve, nebbia, pioggia… con la stessa apertura ed assenza di pregiudizio. “Non esistono brutte giornate, ma solo vestiti non adatti!”.

Anche le molte festività che coinvolgono l’intera comunità scolastica in particolari momenti dell’anno e che si svolgono all’aperto fungono da ponte fra gli alunni e l’ambiente nelle varie stagioni: significative in questo senso sono la camminata al buio in un parco o un bosco con le lanterne per San Martino (11 novembre), nel momento dell’anno in cui il buio si fa incombente; la ricerca delle uova di Pasqua in giardino allo sbocciare della primavera; San Michele (29 settembre) con la merenda a base di frutti stagionali: uva, zucca, prugne, mele…

Tuttavia è il Piano di Studi stesso della scuola Waldorf ad offrire un prezioso strumento per accompagnare il bambino nel suo percorso verso un rapporto sempre più cosciente con la realtà e con l’ambiente che lo circonda.
Nel corso delle prime due classi, il bambino ha una coscienza piuttosto sognante del mondo nel suo insieme, e vive ancora in simbiosi con esso. Solo gradualmente egli acquisisce consapevolezza dei rapporti spazio-temporali. Per questo, nei primi anni di scuola si tende a risvegliare nel bambino l’interesse per l’ambiente in cui vive, presentando piante, animali, pietre, monti, fiumi, prati, tutte cose che gli sono già note, non con descrizioni astratte ma attraverso racconti ricchi di immagini, in cui vengono ad espressione le qualità e le caratteristiche salienti degli esseri di natura. Questi racconti costituiscono la base per la conoscenza della natura che si approfondirà negli anni futuri tramite diverse materie specifiche, e contribuiscono a sviluppare nel bambino un intimo legame con il suo ambiente. Ciò viene rafforzato anche attraverso regolari passeggiate in natura nelle vicinanze della scuola, durante le quali gli allievi possono sia cogliere direttamente il paesaggio nella sua peculiare morfologia, sia vivere l’avvicendarsi delle stagioni.

Dopo il nono anno (terza classe) il rapporto con l’ambiente viene coltivato presentando i mestieri che fanno parte della storia dell’uomo. Le descrizioni sono completate da attività pratiche, quali la coltivazione della terra, la lavorazione dei cereali dalla raccolta del grano alla macinazione e panificazione, il giardinaggio, la cardatura della lana, ecc. In questo modo si aiutano i bambini ad entrare in un rapporto di collaborazione con la natura, andando oltre una conoscenza di tipo puramente intellettuale. Alla base dell’insegnamento della Geografia, che inizia con un’introduzione degli elementi di base dell’orientamento in terza classe, sta il concetto della Terra come un organismo vivente. Gli allievi imparano a comprendere il mondo come uno spazio naturale con particolari ritmi, che possono anche cambiare attraverso l’attività economica e culturale. Si gettano così i primi semi di una coscienza ecologica. Le descrizioni della natura vengono portate in modo chiaro, ben definito e scientificamente esatto, senza però perdere la vivacità della forza di immaginazione. Il concetto di Terra come organismo vivente è profondamente legato all’intera struttura del Piano di Studi della scuola Waldorf, in particolare per quel che riguarda le scienze naturali. Lo stesso metodo di insegnamento, muovendosi dall’intero alle parti, conferma questo e incoraggia gli allievi a mantenere questo punto di vista nei loro studi nelle diverse età. Così un’attiva percezione delle stagioni nei primi anni di scuola, un senso di unità rivelato dalla relazione tra piante e animali verso la metà del ciclo di base e un approccio al pensiero analitico e olistico più avanti, danno il loro diverso contributo per la comprensione dei processi viventi.

Le discipline scientifiche come materie specifiche vengono introdotte solo dopo il nono anno, quando il bambino sviluppa un naturale interesse verso il mondo. I bambini in prima e seconda classe, attraverso un linguaggio immaginativo, imparano a percepire come le forze naturali siano legate tra loro e ai diversi regni della natura. In seguito, tutte queste relazioni sono affrontate con un approccio scientifico che richiede una certa chiarezza intellettuale.
In quarta classe viene trattata la Zoologia, partendo dallo studio dell’uomo: mentre ogni specie animale possiede caratteristiche specifiche, che si sono sviluppate a discapito di altre, l’essere umano è meno specializzato (e di conseguenza libero), ma deve sopperire alle proprie carenze con la tecnica. Così ciascun animale è un pretesto per evidenziare alcune strutture e qualità che ha particolarmente sviluppato, portandole fino alla perfezione. Tutto questo lavoro viene sostenuto e approfondito con attività artistiche quali la pittura, il disegno, il modellaggio della creta.

La quinta classe è il momento giusto per lo studio delle piante e dei loro processi di crescita e metamorfosi. Sentimenti di rispetto, gratitudine e interesse devono permeare queste lezioni, affinché i bambini percepiscano la Terra come un essere vivente. Ogni pianta viene osservata nel contesto in cui cresce così che risultino evidenti i suoi legami con il terreno e il clima. Vengono presentati alcune piante-tipo, secondo un criterio che le avvicina alla crescita dell’essere umano (funghi, alghe, licheni, equiseti, felci, gimnosperme, angiosperme eccetera). Uno studio più analitico, che arriva fino alla fotosintesi clorofilliana, viene condotto più avanti in settima classe.
Il mondo dei minerali viene trattato a partire dalla sesta classe, quando i ragazzi incominciano a sviluppare fortemente il loro sistema osseo. Così portiamo loro incontro proprio il regno di natura in cui sono finalmente entrati. Nello studio della Geologia, la Terra viene presentata come un organismo vivente.

È importante però, per ampliare la conoscenza e la coscienza dell’ambito spaziale, che i ragazzi si colleghino anche al cielo, mediante lo studio dell’Astronomia. In settima classe viene effettuata un’uscita di astronomia che vede ragazzi impegnati per più giorni, dì e notte, nell’osservazione del movimento di alcune costellazioni e dei pianeti visibili in quel periodo. L’esperienza vissuta durante l’osservazione del cielo stellato agisce anche sulla vita di sentimento dei ragazzi, perché desta in loro il senso della maestosità e della grandezza dell’universo che li circonda.

Nelle ultime classi del ciclo, con la Fisiologia, si torna a studiare l’uomo, adesso sotto l’aspetto delle condizioni igieniche e dell’alimentazione. Viene dato particolare risalto al fatto che l’uomo ha in sé tutti e quattro gli elementi di natura e che, in ultima analisi, i nostri processi vitali sono sostenuti dal mondo vegetale, risvegliando un senso di gratitudine per la Terra che ci sostenta.

Un’altra materia caratteristica della scuola Waldorf è il giardinaggio. Questa disciplina conferisce agli allievi una reale comprensione dei cicli della natura e fa in modo che si acquisiscano esperienze attraverso un’attività pratica. Lavorando e svolgendo osservazioni nel corso di diversi anni, e stendendo regolarmente relazione scritta di ciò che vedono ed imparano, essi gettano le fondamenta della loro futura capacità di giudizio e di responsabilità nei confronti dell’ambiente. L’occasione di prendersi cura di un pezzetto di terra per alcuni anni, migliorandone la qualità imparando a fare ed utilizzare il composto, la coltivazione di giovani piante, la cura delle aiuole dell’orto, la raccolta dei frutti del proprio e dell’altrui lavoro, richiedono costanza e pongono le basi per un pratico senso di responsabilità.

Negli ultimi anni del ciclo è importante che gli alunni inizino a comprendere gli ambiti legati alla produzione di energia e sviluppino sensibilità per i problemi economici, ecologici e della salute legati alle varie forme e modalità di produzione.
Inoltre, per tutto il ciclo scolastico le attività artistiche sono parte integrante del percorso didattico, pur modificandosi con lo sviluppo del bambino. Esercizi pittorici e di modellaggio della creta – che hanno come tema gli ambienti naturali, le atmosfere delle diverse fasi del giorno, le stagioni, temi legati alla zoologia, alla botanica, alla mineralogia, all’astronomia – rappresentano uno strumento importante per esprimere in modo personale la propria esperienza interiore di ambienti, esseri ed elementi naturali.

L’essere umano è spontaneamente un vero ecologista durante il secondo settennio. Tale naturale disposizione può essere potenziata attraverso un insegnamento artistico permeato di immagini, che pure permette di giungere in un secondo tempo ad una sistematizzazione scientifica, unito ad una base esperienziale ricca, varia ed appropriata all’età. Si gettano così i semi per una vera coscienza ambientale, basata sul rispetto e sul senso di responsabilità nei confronti dei regni di natura e della Terra intera.

 

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